Finestre

Ci siamo dette “se stampiamo un magazine per forza dobbiamo fare il suo lancio”. Quindi, con 50 copie, 50 stickers, torta e salatini da preparare abbiamo allestito una casa (grazie Cori) e invitato amici e famiglia. Quella sera, il nostro entusiasmo ha soverchiato la nostra agitazione, che ha preso sembianze sconclusionate durante tutto l’allestimento. Noi due siamo un po’ disordinate, caotiche, procrastinatrici, e complicate con le scelte. Questo nostro essere non solo si palesa quando organizziamo cose ma anche quando facciamo, penso proprio sia uno dei tratti distintivi del nostro modo di lavorare, come nel film Everything everywhere all at once…lustrini, cupcake, wurstel, bombe profumate, IDEA! Chi ha visto il film può davvero immaginare come abbiamo costruito La Prima Volta, e infatti…ci sono voluti due anni.
Questo primo numero è il riflesso del nostro percorso di formazione e (auto)educazione nel mondo editoriale indipendente. La prima volta per noi e per lei, che ha l’essenza stessa di un soggetto incompiuto, in divenire (si spera).
I caratteri che ha costruito nelle sue pagine non sono definitivi, possono rimanere invariati nel prossimo numero come trasformarsi e contraddirsi La nostra rivista non poteva che essere come noi: macchiata dall’indecisione cronica. Le sue pagine conservano la duplice funzione di essere racconto e testimonianza. Nero su bianco: raccontano di prime volte abbozzate di altri e testimoniamo della sua, che è anche la nostra. Con successo o senza, il nostro obiettivo è sempre stato questo: provare, nel caos, ad affacciarsi alla finestra, chissà se vediamo uno spacco nel cielo, magari una maglia rotta nella rete o due sassi che dialogano.
E’ una bella metafora, la finestra: a buon diritto è un topos letterario e artistico così inflazionato, così fortunato, effettivamente. Anche noi abbiamo ceduto al suo fascino. La finestra – soglia per eccellenza – rappresenta per questo nostro progetto, che arriva ora al secondo capitolo, il simbolo di un modo di vedere e di far vedere nuove (e meno nuove) realtà, nuovi pensieri, nuove prospettive.
In occasione del lancio del primissimo numero de La prima volta, in una bellissima serata di fine gennaio – il 30 gennaio, giornata memorabile – abbiamo chiesto ad ognuno dei presenti di disegnare una finestra, la sua finestra, la finestra che più lo rappresenta o quella che sarebbe il suo ideale di finestra e accompagnarla con una proposta di contenuto per il prossimo numero. L’abbiamo fatto perché volevamo costruire questo secondo numero in maniera collettiva-collegiale e sfruttare la creatività degli altri in mancanza della nostra. Ilarità a parte, vorremmo aprire il nostro progetto ad altre voci e a voci altre che possano raccogliere nuove conoscenze e prospettive alternative. Sarà questa l’occasione per ringraziare tutti i presenti per la fiducia e l’entusiasmo con cui hanno accolto la nostra sfida: abbiamo tentato di rendere omaggio alla vostra creatività percorrendo alcune tracce da voi proposte e rendendo i vostri tratti simboli distintivi del prossimo volume.
Clara ed Elettra
